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Monopolitanità

Mègghje de chjàtte chè de pònde

Meglio ( essere colpiti ) di piatto che di punta
LEGA PRO 2^ Div.21° Turno: Vibonese-Monopoli
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SPORT - CALCIO LEGA PRO 2ª Div.Campionato 2009/2010
Scritto da Administrator   
domenica 24 gennaio 2010
 
Anteprima gol
 
 Le interviste


 
Ultimo aggiornamento ( lunedì 25 gennaio 2010 )
 
ROCCO PALESE E' IL CANDIDATO PRESIDENTE PER IL CENTRO DESTRA
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ATTUALITA' - News interattive
Scritto da Direttore   
domenica 24 gennaio 2010
Image Sara' Rocco Palese il candidato del Pdl alla presidenza della Regione Puglia. La designazione e' stata annunciata questa sera con un comunicato dove e' detto che "i Coordinatori nazionali del Pdl, sentito il presidente Silvio Berlusconi, d'intesa con il Coordinamento regionale della Puglia e con il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto", hanno appunto designato Palese.
Ultimo aggiornamento ( lunedì 25 gennaio 2010 )
 
MATTONELLE AL BORGO:CI SCRIVE IL GEOM. MUOLO
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ATTUALITA' - News interattive
Scritto da Direttore   
domenica 24 gennaio 2010

La mia opinione sul cedimento delle mattonelle al “borgo”

Gentile Direttore

Image in questi ultimi mesi mi è capitato di osservare de visu i lavori (ancora) in corso sulla piazza Vittorio Emanuele II e, pur volendo, non ho potuto non registrare i disparati giudizi sul rifacimento della sovrastruttura viaria da parte di amici e concittadini che continuo a incontrare tutte le mattine nei pressi del mio edicolante abituale. Il sottoscritto non è certo uno di quelli che aspetta la pubblicazione di un libro, per conoscere per quale motivo il progettista abbia scelto quella categoria di lavorazione stradale: sembra essere stata tolta la vecchia massicciata che sostiene il manto d’usura superficiale e sostituita con un massetto di calcestruzzo cementizio armato da un sottile grigliato metallico. Così le mattonelle si rompono. Per forza, un sistema di posa simile lo si praticava nelle stazioni ferroviarie e nelle aree di sosta degli autobus. Ricordo anche che, nel 1964 (quando prestavo il servizio militare alla Cecchignola), veniva utilizzato per pavimentare la sede dei marciapiedi e non certo dei viali dell’EUR a Roma. Come si poteva immaginare che la nuova struttura stradale adoperata al “borgo”, dopo essere stata eliminata la vecchia e solida massicciata di pietrisco, compattata a suo tempo con rulli compressori da 18 tonnellate, potesse reggere ora il carico del traffico veicolare pesante? Se a ciò si aggiunge il fatto che le nuove mattonelle d’asfalto, peraltro dello spessore (3cm.) di molto inferiore rispetto a quelle originarie (5,5cm.), sono state posate su malta semplice invece che su letto soffice di sabbia con spolvero superficiale di cemento, il risultato è quello che stiamo vedendo in questi giorni. Preciso subito che nessuna responsabilità andrebbe ascritta all’impresa appaltatrice, anche se quella categoria di lavorazione (nel caso non prevista dagli elaborati di progetto) fosse stata ordinata d’imperio dalla direzione dei lavori e ritenuta non idonea dalla ditta esecutrice, poteva essere oggetto di contestazione (come già prescritto dal vecchio Capitolato generale d’appalto dei lavori pubblici e dalle sue successive modificazioni). Ma ciò comporterebbe un blocco del cantiere e l’elaborazione di una nuova perizia di variante. Che, non so se mi spiego, con i tempi che corrono potrebbe essere interpretata come una scusa per allungare tempi e costi degli stessi. Credo che, alla luce dei fatti, si potrebbe rimediare con l’esecuzione di prove di carico da effettuare nei punti critici e, nel caso di conferma delle mie supposizioni, si potrebbe risistemare solo quella parte di opere eseguite, cambiando invece totalmente il procedimento per i lavori ancora da farsi. Vero è che le leggi attuali non consentirebbero a politici e amministratori d’interferire nell’operato di tecnici progettisti e dirigenti, ma una sbirciatina prudenziale a computi metrici e preventivi di spesa, di tanto in tanto, la si potrebbero anche dare. Visto che il costo delle opere (e degli onorari) risultano a carico del bilancio comunale e, quindi, gravanti sulla collettività.

Cordiali saluti
Franco Muolo
Ultimo aggiornamento ( lunedì 25 gennaio 2010 )
 
ASSOCIAZIONE TRABAMBINI: SENZA AIUTI NON LI SALVEREMO
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ATTUALITA' - News interattive
Scritto da Direttore   
domenica 24 gennaio 2010
Image L’Associazione trabambini-Onlus Monopoli ha aderito all’Iniziativa: “Senza aiuti non li salveremo” promossa dalla Fondazione Aiutiamoli a Vivere di Terni per accogliere ed aiutare i  bambini  haitiani  rimasti senza famiglia o bisognosi di aiuto.
La Fondazione ha inoltrato la richiesta al Ministero degli Affari Esteri, al Ministro del Lavoro (Comitato Minori Stranieri), alla Commissione Adozione Internazionale, confidando sulla disponibilità delle famiglie italiane che ogni anno realizzano il “Progetto Chernobyl”  accogliendo i bambini bielorussi.
Chiunque voglia accogliere i bambini haitiani informi l’Associazione “trabambini” della propria disponibilità e si senta pronto ad una possibile chiamata.
La Fondazione ha inoltre avviato una raccolta Fondi, alla quale l’Associazione ha risposto con un proprio contributo, senza perdersi in altri tipi di intervento in questo momento assolutamente inefficaci. Queste sono le coordinate bancarie:
Conto Corrente: 13711, Banca Nazionale del Lavoro di Terni
IBAN: IT82    Z010    0514    4000    0000    0013    711
Causale: “Per i Bambini di Haiti”
Fondazione "Aiutiamoli a Vivere" - Terni


Per la disponibilità all’accoglienza dei bambini haitiani rivolgersi a :
Associazione “trabambini” Onlus - C.F. 93312650729 - Via Magenta 6 - 70043 Monopoli (Ba)
Presidente : Domenica Daniele – Tel.080747806 – Fax 0809372900
Web : www.trabambinimonopoli.it – e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Per dare la disponibilità all’accoglienza dei bambini haitiani i tempi sono brevissimi, mentre per ospitare i bimbi bielorussi per il “Progetto Chernobyl” 2010 il termine è il 10 Febbraio prossimo.
        L’Associazione “trabambini” Onlus-Monopoli
Ultimo aggiornamento ( domenica 24 gennaio 2010 )
 
REGISTRAZIONE UTENTI VIVIMONOPOLI
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ATTUALITA' - News interattive
Scritto da Direttore   
domenica 24 gennaio 2010
 Nei prossimi giorni VIVIMONOPOLI avvierà la registrazione degli utenti per favorire la partecipazione degli stessi, non attraverso anonimato, così come è avvenuto sino ad oggi,  bensì proponendosi con nome e cognome ed e-mail. La decisione ha l’obiettivo di favorire un dibattito nella città in cui ognuno si senta tutelato e libero di partecipare anche attraverso proposte ed opinioni personali che puntino ad arricchire il dibattito ed il confronto nella nostra città.
Prima di procedere alla registrazione, chiediamo anche una vostra opinione a riguardo. 
Ultimo aggiornamento ( domenica 24 gennaio 2010 )
 
Un NO inequivocabile al petrolio
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ATTUALITA' - News interattive
Scritto da Redazione   
sabato 23 gennaio 2010
 
Pasqualone si difende e contrattacca
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ATTUALITA' - News interattive
Scritto da Redazione   
sabato 23 gennaio 2010
 
LA REPLICA DELL'ONOREVOLE ZAZZERA AL SOTTOSEGRETARIO PIZZA
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ATTUALITA' - News interattive
Scritto da Direttore   
sabato 23 gennaio 2010
PRESIDENTE. L'onorevole Zazzera ha facoltà di replicare.

Image PIERFELICE ZAZZERA. Signor Presidente, ovviamente non sono soddisfatto della risposta del sottosegretario per l'istruzione, l'università e la ricerca, pur manifestando ovviamente la mia stima e il mio apprezzamento per l'onorevole Pizza. Ma su un tema così delicato che riguarda la salute del territorio e quella dei cittadini e in merito ad aspetti che vengono confermati passo passo dalla risposta del Governo mi sarei aspettato la presenza del Ministero competente. È come se un paziente rivolgesse il suo consulto medico ad un ingegnere. Probabilmente ciò non favorirà i cittadini che in quel territorio stanno vivendo con grande disagio quanto sta accadendo. Ella, onorevole Pizza, mi ha riferito quello che non dipende certamente dalla sua volontà, ma che certamente le ha scritto il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; siccome parliamo di multinazionali del petrolio, di un pezzo importante del nostro territorio, che fa del turismo e dell'economia pulita, delle energie rinnovabili un esempio in Italia e forse in Europa, credo che occorra una riflessione sui motivi per i quali ben diciannove richieste di prospezioni sismiche da parte di tali multinazionali (non solo inglesi come la Northern Petroleum, ma anche altre) stanno riguardando l'Adriatico e una parte del territorio italiano tra i più belli e i più da preservare.
Allora, le descrivo il sentimento dei pugliesi in questo momento. Signor sottosegretario, la mia regione, la Puglia, è una delle più inquinate d'Italia per emissioni di
 - Pag. 81 - sostanze tossiche nell'aria. Nella mia regione, la Puglia, si muore di tumore ai polmoni, alla vescica, di leucemia per l'emissione di diossina, amianto e polveri sottili. In Puglia si sono ricoverati per tumore, dal 2001 al 2005, 313.718 persone e dal 2006 i ricoveri ogni anno sono di 60 mila persone. Dal 1998 al 2004 sono morti 62.205 pazienti e il tasso di mortalità è passato da 2,13 ogni 10 mila abitanti nel 1998 a 23,2 ogni 10 mila nel 2004.
Nella mia regione, la Puglia, c'è Taranto dove viene emesso nell'aria il 92 per cento di diossina e furani prodotti in Italia, il 57,2 per cento del mercurio nell'aria, il 34,3 per cento del mercurio nell'acqua e il 95,8 per cento di idrocarburi policiclici aromatici. Lei sa che la diossina è cancerogena. Nella mia ragione, la Puglia, c'è l'ILVA, un'azienda che ha portato certamente lavoro, ma anche tanta morte e malattia; un mostro industriale che ha violato continuamente la legge, violentato il territorio e contaminato la salute dei cittadini.
Nella mia regione, la Puglia, un bambino tarantino di tredici anni può morire per un tumore alla gola come se fumasse da settanta anni.
Nella mia regione c'è, a Brindisi, l'ENEL dove 12 milioni di tonnellate di carbone vengono portati su nastri trasportatori non protetti. Nella mia regione avete deciso di installare il rigassificatore. Nella mia regione, la Puglia, c'è la raffineria dell'ENI che oggi ha chiesto e ottenuto il raddoppio. Nella mia regione, la Puglia, ci sono centrali a biomassa, inceneritori, a Modugno una centrale turbogas. Nella mia regione, la Puglia, ci sono discariche tra gli ulivi secolari sopra un sito archeologico neolitico a Grottelline e persino su una fonte di acqua potabile, come a Corigliano d'Otranto.
Nella mia regione, la Puglia, il vostro Governo ha deciso di impiantare centrali nucleari. Nella mia regione, la Puglia, la Copersalento ha bruciato a Maglie rifiuti e contaminato con la diossina tutto, anche l'anima delle persone, e nessuno ha controllato nulla. Nella mia regione, la Puglia, sette capodogli possono morire spiaggiati di fronte al Gargano e lo fanno perché - dicono - hanno ingoiato buste di plastica scambiate per calamari. Sembra una barzelletta, sottosegretario, ma non è così.
Sempre nella mia regione, la Puglia, il vostro Ministero il 15 ottobre del 2009 ha dato parere favorevole alla richiesta della Northern Petroleum, una multinazionale inglese di fare prospezioni sismiche per ricercare idrocarburi, cioè petrolio, nel Mare Adriatico. Il permesso di ricerca di cui parliamo è il d 149 D.R.-N.P, il primo in cui casualmente ci siamo imbattuti e poi, come una valanga, abbiamo scoperto altri diciotto permessi di ricerca di idrocarburi concessi tra il Mare Adriatico (sette) e il Mar Ionio (dodici), tra le Tremiti e il Mar Ionio. A questo punto sono andato a cercare sul sito del Ministero dello sviluppo economico, quello di Scajola, le centrali nucleari, ho cliccato sulla pagina dell'unità mineraria e mi sono accorto che avete deciso di «petrolizzare» quel pezzo di Adriatico, di trasformarlo in una sorta di Kuwait galleggiante, di avviare una massiccia campagna di prospezioni sismiche e ricerche di idrocarburi per eventualmente metterci su una serie di piattaforme petrolifere perché il rischio è questo: è vero che oggi non c'è materialmente questa possibilità ma con i tempi delle procedure in cinque anni questo sarà possibile. Magari, siccome ci sono le piattaforme petrolifere, quel petrolio da qualche parte dovrà essere stoccato e raffinato e, quindi, siccome su questo non mi ha risposto, credo che non possa neppure escludere che, presenti le piattaforme petrolifere, ci possa essere domani su quelle coste anche una raffineria.
D'altronde in Abruzzo questo è già successo, basta vedere la raffineria dell'API a Falconara Marittima. Sono diciannove i titoli minerari, che sembra una definizione innocua, un titolo per collezionare pietre e invece no, parliamo della più grande colonizzazione petrolifera del tratto di mare ancora libero dagli interessi delle multinazionali. Infatti, nel basso Adriatico stanno arrivando come avvoltoi, mica solo la Northern Petroleum, sottosegretario,
 - Pag. 82 - ci sono anche la Petroceltic irlandese, l'ENI, la Nautical Petroleum della Transunion Italia e c'è la Shell.
Certo, parliamo ancora di titoli minerari ovvero di acquisizioni di un titolo in quell'area: la multinazionale ci può fare anche ricerche, si dice. Queste ricerche sono le prospezioni ovvero la mappatura del fondale marino che tuttavia non è indenne da impatto ambientale, voglio ricordare. E voglio ricordare lo spiaggiamento dei capodogli tra le cui cause, più che le buste scambiate per calamari, ci potrebbero essere proprio i sonar dei cosiddetti air gun: loro sparano cannonate ad aria compressa e le onde sonore, gli ultrasuoni possono determinare il disorientamento dei cetacei. Questo passaggio, pur con un impatto ambientale non di poco conto, è passato nel silenzio dell'autorità e dei cittadini.
Quello che racconto oggi è che il Governo del mio Paese concede titoli minerari, autorizza con pareri del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare l'avvio di prospezioni sismiche ed il territorio non ne sa nulla, i cittadini sono all'oscuro.
Apprendo oggi che almeno sappiamo che il 2 novembre, credo, è stato comunicato alla regione che il vostro ed il nostro territorio era interessato da queste situazioni. Ne è all'oscuro perfino l'amministrazione comunale, che ovviamente non è interessata dal procedimento autorizzativo, ma io credo che quando si interviene in vicende così importanti più informazione si fa più si coinvolgono e si rendono partecipi di processi così delicati gli enti locali, gli enti territoriali.
Di fronte alla costa di Monopoli, nel tratto tra Mola di Bari e Ostuni, vi sono ben sei prospezioni, tutte l'una accanto all'altra, anche questo vorrei che si considerasse, per un'estensione ciascuna di 750 chilometri quadrati. Se il signor sottosegretario moltiplica per 6, ottiene una superficie immensa, dove potranno fare quello che vogliono.
Insomma, domani di fronte alla Puglia vi potrebbero essere decine di piattaforme petrolifere, una sorta di Nigeria in miniatura, e multinazionali del petrolio che fanno affari all'insaputa di tutti noi. Non so se la Northern Petroleum ha violato la normativa autorizzativa, anche questo sarà oggetto di un ricorso al TAR, che hanno presentato la regione e i cittadini pugliesi. Ma le sembra normale dover informare i pugliesi attraverso un giornale che viene distribuito e scritto in Lombardia e che in Puglia non trova alcuna diffusione? Le sembra normale che si dia a Il Giorno il compito di informare, sapendo che perfino la federazione nazionale della stampa non lo considera un giornale di portata nazionale? Sarebbe stato sufficiente pubblicare quella comunicazione su La Gazzetta del Mezzogiorno, che è il giornale più letto nella nostra regione.
La multinazionale inglese Northern Petroleum arriva in Italia con i tappeti rossi, paga poche tasse. Lo dicono loro nella consulenza: paga pochissime tasse e cede bassissime royalties, perché il vostro è un Governo che ha deciso di non aumentare quelle royalties, che nel mare sono appena del 3 per cento per le piattaforme petrolifere.
Insomma, questa è la volontà omicida che intende distruggere una delle parti più di pregio ambientale. È talmente folle che è incomprensibile, perché ha concesso titoli minerari davanti alle Tremiti, davanti perfino ad Otranto. La Petroceltic, società irlandese, dice che l'Italia è un buon posto dove fare business: le condizioni fiscali sono favorevoli, i costi di estrazione bassi, non vi sono rischi politici, le infrastrutture sono sviluppate, la competizione è limitata ed i produttori possono beneficiare di prezzi elevati per quanto riguarda olio e gas. Questa come la chiama, signor sottosegretario? Non è colonizzazione economica del nostro territorio?
Alcune di queste autorizzazioni - che non sono citate nell'interpellanza urgente, ma gliele dico tanto perché si informi - la D60, la D61, la D65, la D66 sono tutte in un'area ristretta. La D71 e la D72 si trovano di fronte ad una delle parti più belle della Puglia, a poche miglia da Otranto, a poche miglia da Melendugno, zone
 - Pag. 83 - assaltate dal turismo. Qualcuno mi vuole spiegare come si può conciliare la bellezza delle coste salentine con le piattaforme petrolifere?
Queste autorizzazioni spuntano come funghi e forse ne spunteranno altre, signor sottosegretario. Il Governo infatti, invece di venire incontro alle esigenze ambientali, invece di sentire le opinioni dei cittadini e delle istituzioni locali - quel federalismo che a chiacchiere invocate - se ne infischia.
Avete fatto approvare una legge - lo voglio ricordare: è la legge n. 99 del 2009 - in cui riducete perfino i tempi autorizzativi, che è uno dei problemi, perché un conto è dare i titoli minerari, un conto è fare le prospezioni sismiche.
Oggi, invece, chi entra in possesso dei titoli minerari può già eseguire le prospezioni sismiche, certamente, facilitando non gli interessi del territorio, non gli interessi di chi ci vive, ma solo gli interessi delle multinazionali petrolifere. Tali concessioni, di fatto, non sono più titoli minerari. Non solo.
Signor sottosegretario, le ricordo, che è vero che la regione Puglia è stata informata con missiva da parte dell'ufficio tecnico per la valutazione di impatto ambientale (VIA), ma bisogna dirla tutta. Nel comitato tecnico VIA del Ministero dell'ambiente, la regione Puglia non è presente: in quell'occasione, non avete nominato un suo tecnico. Quindi, la nostra regione non ha avuto alcun rappresentante che potesse difendere gli interessi territoriali di fronte agli interessi petroliferi.
Signor sottosegretario, quando inizierà l'estrazione di petrolio, si verificherà - perché già è accaduto in Abruzzo e altrove - l'azzeramento dell'attività della marineria, e la zona di cui stiamo parlando vive di pesca.
Di fronte alla presenza di piattaforme petrolifere - come riportano i dati pubblicati su tutte le riviste specializzate - vi è un'alta incidenza di incidenti, anche gravi, e di sversamenti di idrocarburi. Voglio ricordarle, non da parlamentare, ma da medico, che gli idrocarburi sono cancerogeni, che entrano nel ciclo alimentare e che possono inquinare le coste, arrecando, quindi, molti danni. Oggi, quel gioco non vale la candela: per qualche decina di posti di lavoro in più, rischiamo, invece, di perdere un indotto di migliaia di posti di lavoro: sfido, infatti, a trovare chi verrebbe sulle nostre spiagge, se di fronte si vedesse la fiamma di una piattaforma petrolifera.
È una questione di modello di sviluppo che volete proporre. Non volete un modello di economia che si basi sulle energie rinnovabili, sulla green economy e sull'economia pulita. Volete un'economia dei petrolieri, un'economia del nucleare, volete ancora tentare, come se nulla stesse accadendo, in un'area - quella dell'Adriatico - che, insieme al Mediterraneo, risulta essere il mare più inquinato al mondo di idrocarburi. Il 10 per cento dell'inquinamento da idrocarburi è dovuto a piattaforme estrattive. Perché farlo in quell'area? Perché continuare a stressare una regione già stressata?
Mi rivolgo al Ministro Prestigiacomo il cui papà, tra l'altro, detiene azioni societarie in società petrolifere: parliamo, quindi, anche di un interessante conflitto di interessi, e ci auguriamo che tutto si svolga in buona fede e che venga rispettato l'interesse del territorio.
È noto da tempo che, nell'area che si trova dalla parte dell'Adriatico, vi sono residuati bellici. Siamo ancora alle prospezioni sismiche, ma se domani vi saranno le trivellazioni, valutate che, in quell'area, sono seppelliti residuati bellici della Seconda guerra mondiale e bombe all'iprite, che non sono state estratte dai fondali marini; che nelle aree dell'Adriatico sono state fatte affondare navi contenenti rifiuti radioattivi - come pubblicato da giornali autorevoli come La Stampa - e che nell'area dell'Adriatico, durante la guerra del Kosovo, sono stati riversati in mare proiettili all'uranio impoverito. Si valuti tutto ciò quando si fanno scelte di questo tipo.
Le ho raccontato quello che è il sentimento dei pugliesi, il sentimento di un territorio che non vuole essere più sfruttato e che vuole innanzitutto salvaguardare
 - Pag. 84 - la propria salute, l'integrità dei propri cittadini, del proprio territorio e delle proprie bellezze, perché per noi il petrolio non è quello che si estrae dall'Adriatico - che, tra le altre cose, è di pessima qualità - ma il nostro petrolio sono le nostre ricchezze archeologiche, gli ulivi, la sabbia, il vento, il mare e il sole.
Signor sottosegretario, sabato 23 saremo nelle strade di Monopoli, che è la città maggiormente interessata da questo provvedimento; saremo in piazza anche con il sindaco, che ha lo stesso colore del suo Governo, a protestare contro le scelte di questo Governo che vuole uccidere le bellezze del nostro territorio e della Puglia.
Ultimo aggiornamento ( sabato 23 gennaio 2010 )
 
LA RISPOSTA DEL GOVERNO BERLUSCONI AGLI ONOREVOLI ZAZZERA E DONATI
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Scritto da Direttore   
sabato 23 gennaio 2010
E' IMPORTANTE CHE I TELEVISITATORI SI SOFFERMINO SULLE DATE IN SUCCESSIONE DELLA VICENDA
LA PRIMA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO CENTRALE ALLA REGIONE PUGLIA E'  DEL  29 DICEMBRE 2008 - ATTENZIONE LA REGIONE PER DODICI MESI NON RISPONDE 
 
 
RISPOSTA DEL GOVERNO NELLA SEDUTA DI GIOVEDI'  21/01/2010
 
Image GIUSEPPE PIZZA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca.

Signor Presidente, in risposta all'interrogazione presentata dagli onorevoli Donadi e Zazzera riguardante l'istanza per il permesso di ricerca idrocarburi al largo delle coste pugliesi presentata dalla Società Northern Petroleum, si rappresenta quanto segue.
La zona al largo della costa pugliese risulta effettivamente interessata da una domanda di permesso di ricerca di idrocarburi, denominata «d149 DR-NP», presentata dalla società Northern Petroleum.
Prima dell'eventuale conferimento, le istanze di cui trattasi vengono sottoposte all'esame della Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie, organo consultivo della Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche del Ministero dello sviluppo economico, e a quello del Ministero dell'ambiente, cui è demandata la verifica di compatibilità ambientale.
Pertanto, la citata istanza, presentata il 1o settembre 2006, è stata sottoposta all'esame del Comitato tecnico per gli idrocarburi e la geotermia (ora CIRM), che, dopo aver espresso, nella seduta dell' 11 aprile 2007, il parere favorevole, il successivo 7 agosto ha invitato la società istante a presentare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare tutta la documentazione necessaria per la pronuncia di compatibilità ambientale.
Da qui, la società di cui trattasi, l'8 settembre 2008, in vigenza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal decreto legislativo n. 4 del 2008, ha presentato l'istanza di valutazione di impatto ambientale. La comunicazione dell'esito positivo della verifica tecnico- amministrativa per la procedibilità dell'istanza e del conseguente avvio del procedimento è stata comunicata alle amministrazioni interessate, tra cui la regione Puglia, con nota del 29 dicembre 2008. In tale nota si invitavano le amministrazioni interessate a rendere i propri pareri, ai sensi del citato articolo 25 di cui al decreto legislativo citato, entro i termini nello stesso indicati.
Non essendo pervenuto il parere della regione Puglia, nonostante fossero trascorsi oltre dodici mesi dalla presentazione dell'istanza, si è ritenuto di non poter più procrastinare l'espressione del parere di compatibilità ambientale e si è provveduto, con decreto n. 2009/1349, del 15 ottobre 2009, a formalizzare le proprie decisioni, rendendo parere favorevole di compatibilità ambientale, con prescrizioni.
 - Pag. 80 -
Il 2 novembre 2009 si è provveduto a notificare il decreto di cui trattasi alle amministrazioni interessate, tra le quali la regione Puglia-ufficio VIA, alla quale era dato compito, come chiaramente indicato nell'ultima pagina del decreto stesso: «di comunicare il presente decreto alle altre amministrazioni e/o organismi eventualmente interessati».

Si è ritenuto, dunque, di delegare alla regione Puglia il compito di individuare sul proprio territorio quelle amministrazioni e/o organismi aventi un interesse all'intervento in oggetto.
Riguardo alla mancata pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, si rappresenta che si è provveduto, con nota del 4 novembre 2009, a trasmettere un estratto del decreto di VIA al Ministero della giustizia, ufficio pubblicazioni per gli adempimenti di legge.
Quanto al fatto che la pubblicazione dell'annuncio relativo alla domanda di pronuncia di compatibilità ambientale e al conseguente deposito del progetto e dello studio di impatto ambientale sia avvenuta in data 10 settembre 2008 sui quotidiani Il Giorno e Puglia, ritenuti dagli interroganti a bassissima tiratura, non rileva ai fini della ammissibilità dell'istanza, non prevedendo la norma alcuna limitazione in tal senso e tali testate sono frequentemente utilizzate anche da altri operatori a tal fine.
Giova ricordare che, per il progetto di cui trattasi, la compatibilità ambientale favorevole riguarda la sola fase di prospezione geofisica con air-gun e geofoni, la quale non prevede la realizzazione di alcuna opera, ma solo l'acquisizione di linee sismiche con apposite navi, e non la perforazione del pozzo esplorativo, attività per la quale, come chiaramente indicato nella prescrizione A4, dovrà essere presentata una nuova istanza di VIA.
Le preoccupazioni espresse dagli interroganti in merito al possibile sversamento in mare di idrocarburi o allo smaltimento di fluidi e dei fanghi di perforazione, sono quindi nella fattispecie premature; tali tipi di impatti saranno oggetto di un'attenta analisi da parte della commissione tecnica VIA-VAS nel momento in cui verrà presentata una nuova istanza di VIA per la perforazione del pozzo esplorativo.
In linea del tutto generale, si rappresenta, comunque, che è prassi consolidata da parte delle società petrolifere l'adozione di misure atte a minimizzare tale tipo di rischi, in particolare per i fanghi di perforazione che sono trasportati a terra e smaltiti a norma di legge.
Ultimo aggiornamento ( sabato 23 gennaio 2010 )
 
L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE INTEGRALE DEGLI ON.li DONATI E ZAZZERA (IDV)
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ATTUALITA' - News interattive
Scritto da Direttore   
sabato 23 gennaio 2010
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE ONOREVOLI DONATI E ZAZZERA (IDV)


Image Ipotesi di costruzione di una raffineria nel territorio pugliese - 2-00561



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere - premesso che:
con decreto del 15 ottobre 2009 il Ministro interpellato, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, ha concesso alla società Northern Petroleum (UK) Ltd, società petrolifera di Londra, il permesso di ricerca di idrocarburi «d149 D.R.-N.P», subordinatamente al rispetto di alcune prescrizioni;
il permesso di ricerca «d149 D.R.-N.P» interessa il largo della costa pugliese a 25 chilometri a est di Monopoli, estendendosi su una superficie di 735,7 chilometri quadrati, mentre la distanza minima dalla costa dell'area di indagine è di 10 chilometri;
agli interpellanti risulta che dell'autorizzazione alla ricerca non sia stata data comunicazione ufficiale al comune di Monopoli, né vi sia stata alcuna pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale;
agli interpellanti risulta, inoltre, che la pubblicazione dell'annuncio relativo alla domanda di pronuncia di compatibilità ambientale ed al conseguente deposito del progetto e dello studio di impatto ambientale per la pubblica consultazione, è avvenuta in data 10 settembre 2008 sui quotidiani Il Giorno e Puglia, due quotidiani a bassissima tiratura di copie nella regione Puglia;
inoltre, risulta che lo stesso assessore comunale alle attività marinare, Pierantonio Munno, abbia recentemente dichiarato di non essere a conoscenza del decreto, non essendogli stato fornito alcun documento in merito;
se l'esito delle ricerche da parte della società sarà positivo, nelle acque di Monopoli sorgerà una piattaforma petrolifera e, ad avviso degli interpellanti, non si può escludere la possibilità che in futuro possano sorgere siti di raffineria in aree di grande pregio ambientale e turistico, come già è avvenuto in altre realtà italiane;
l'insediamento di una piattaforma petrolifera determinerà sulla marineria di Monopoli e delle zone limitrofe un danno irrimediabile, che si aggiungerebbe già ad uno stato di crisi profondo del settore, portando al licenziamento di numerosi lavoratori;
le piattaforme petrolifere non sono neppure sicure. Il più catastrofico incidente capitato su una piattaforma petrolifera offshore è avvenuto nel 1988 alla Piper Alpha al largo di Aberdeen, dove persero la vita in un rogo infernale 167 persone;
a Falconara Marittima (Ancona) è presente la raffineria dell'Api, che ha provocato ingenti danni alle persone e all'ambiente. A conferma di ciò è sufficiente leggere la lunga lista degli incidenti avvenuti presso la struttura dal 1981 ad oggi: intossicazioni e ustioni di operai, esplosioni, spandimento di sostanze, quali bitume, greggio e benzina;
il 22 giugno 2007 l'Arpam (Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche) ha dovuto vietare la balneazione a seguito di un «inquinamento massivo», dovuto a sversamento in mare di olio combustibile originato dalla raffineria Api;
anche la piattaforma petrolifera Vega Alfa al largo di Pozzallo (Ragusa) ha creato grandi preoccupazioni alla popolazione, a causa del pericolo di sversamento di centomila tonnellate di idrocarburi. L'impianto, non conforme alle norme di sicurezza prescritte dalle leggi nazionali ed europee e non avendo ricevuto interventi di manutenzione, correva il rischio di affondare, procurando un vero disastro ambientale;
gli idrocarburi sono composti chimici formati da atomi di carbonio e idrogeno e sono tra i principali inquinanti dell'ambiente. Lo sversamento accidentale di tali sostanze nel mare provoca la dispersione di agenti inquinanti difficilmente biodegradabili che una volta sversati in mare determinano inquinamento ambientale, riversandosi sulle zone costiere e devastando l'ecosistema;
il 10 per cento di inquinamento da idrocarburi è dovuto alle piattaforme offshore sia nella fase esplorativa che in quella estrattiva;
gli idrocarburi sono sostanze tossiche per l'uomo e si è visto che i lavoratori esposti al benzene presentano un aumento di incidenza di leucemia;
nel Mediterraneo, dove l'attività petrolifera è intensa, sono stati rilevati 10 grammi di idrocarburi per metro quadro in superficie e 500 litri di catrame per chilometro quadrato. Il Mediterraneo è considerato, assieme a certe parti dell'Oceano Atlantico, come l'area marina più inquinata dal petrolio di tutto il mondo;
nella Baia di Napoli, ad esempio, è stata accertata la presenza di 60 grammi di benzopirene (idrocarburo cancerogeno) in 100 grammi di zooplancton;
gli idrocarburi cancerogeni percorrono tutta la catena alimentare sino ad accumularsi nei tessuti dei pesci commestibili, rappresentando un grave pericolo per l'uomo;
lo squilibrio ambientale provocato da tale sostanza comporta un rapido accrescimento di alghe planctoniche, un'elevata tossicità per la fauna bentonica, per i pesci e per l'uomo;
se le succitate esperienze dovessero ripetersi a Monopoli, città turistica, ricca di preziose risorse naturali e bagnata da un mare ancora incontaminato, il danno per i suoi abitanti e per le attività legate alla pesca e al turismo sarebbe immenso;
dal dopoguerra ad oggi risultano innumerevoli gli incidenti, ufficialmente dichiarati dalle autorità, provocati da armi nucleari, tanto che i mari del mondo sono ormai assurti al ruolo di vere e proprie pattumiere nucleari; un esempio per tutti è rappresentato dalle centinaia di bombe all'uranio impoverito sganciate nel Mar Mediterraneo durante la guerra in Kossovo -:
se quanto riportato nella presente interpellanza corrisponda al vero e, in caso affermativo, se il Ministro interpellato sia a conoscenza di un eventuale futuro progetto per la costruzione di una raffineria nel territorio pugliese;
se il Ministro interpellato abbia valutato se la costruzione della piattaforma citata in premessa possa produrre eventuali ripercussioni sull'inquinamento delle acque marine pugliesi, con conseguenti effetti negativi per la salute dei cittadini, per l'ecosistema marino e per le attività economiche inerenti alla pesca e al turismo;
se siano stati valutati attentamente tutti i rischi derivanti dall'insediamento della piattaforma attraverso la valutazione ambientale strategica;
se il Ministro interpellato sia a conoscenza di come verranno trattati e smaltiti i fluidi e fanghi perforanti portati in superficie, essendo questi solitamente fanghi tossici;
se sia stato valutato nella zona interessata dalle trivellazioni il rischio derivante dall'inabissamento di bombe e proiettili, anche all'uranio impoverito, provenienti dalla recente guerra in Kossovo, come peraltro dimostrano i continui incidenti in cui vengono coinvolti i motopesca impegnati nel basso Adriatico.
(2-00561) «Donadi, Zazzera».
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